
Molto spesso l'ansia viene definita come il "male del secolo", dandole una connotazione di diffusione ed incidenza nella vita di tutti i giorni.
La rete è piena di immagini e citazioni che parlano di ansia in modo tragicomico, descrivendo con ironia un qualcosa che è inevitabilmente serio e di interesse.
Ma cos'è l'ansia?
L'ansia non è altro che una reazione legata ad una difficoltà di adattamento ad uno sviluppo o ad una situazione che causa quindi una sensazione di disagio e paura derivante dallo stress dovuto a tale mancato adattamento. Ovviamente si parla esclusivamente dell'aspetto psicologico dello stato definito in scienza come "ansia".
La paura è una risposta adattiva ad uno stimolo esterno che viene riconosciuto come un "pericolo" e quindi attiva il sistema nervoso in modo che possa difendersi; l'ansia in tal senso è una derivazione con una funzione simile. La differenza principale tra le due situazioni è dovuta al fatto che la paura è generalmente focalizzata su uno specifico stimolo, mentre l'ansia risente di una certa "aspecificità". Gli stati di forte ansia sono spesso accompagnati da sintomi fisici quali tachicardia, sudorazione e respiro corto.
Se consideriamo lo stato psichico d'ansia, quindi, non è considerabile come esclusivamente dannoso. È stato infatti valutato come l'ansia possa essere una risposta che tenda a preservare l'organismo da situazioni potenzialmente dannose. Il problema sopraggiunge quando l'ansia diventa uno stato cronico, del quale non ci si riesce a liberare.
Alti livelli di ansia possono compromettere alcune funzioni sociali e comportamentali, danneggiando la nostra vita di tutti i giorni. Combattere questo stato può essere sfiancante, oltre che estremamente complesso.
In Italia, la diffusione degli stati d'ansia è plausibilmente legata anche alla costante sensazione di instabilità politica, sociale ed economica del paese, cosa che rende molto difficile il sentirsi "al sicuro", dando ampio spazio a varie forme di preoccupazioni, soprattutto verso il futuro. Questo aspetto non è altro che la punta dell'iceberg, considerando che l'ansia può derivare dall'osservazione dell'ansia altrui, ed avere radici molto differenti. Uno studio del 2013 (Budinger, Drazdowski, Ginsburg) pare mettere in luce come questo stato psicologico possa essere "appreso", ma questo sottolinea anche la possibilità di invertire il processo con una dovuta terapia o modifica del proprio assetto psicologico.
Per combattere l'ansia non esiste una strategia specifica e non ci sono tecniche infallibili, come spesso accade in psicologia. Numerosi studi sottolineano come alcune attività possano favorire una riduzione dell'ansia, tra i più interessanti cito quelli che combattono tale stato con l'alimentazione (una dieta a base di carboidrati aumenta la serotonina, una sostanza che favorisce la riduzione dello stress. Si consiglia moderazione in tale campo, considerando gli effetti collaterali di una dieta ricca di carboidrati), l'esercizio fisico e la cura delle relazioni personali.
Personalmente parlando, prediligo un approccio volto al riesame del proprio modo di pensare, basato su strategie di regolazione emotiva. Numerosi studi sottolineano infatti che le strategie di regolazione emotiva (Emotion regulation strategies) hanno un'incidenza significativa sulla riduzione dello stress e, di conseguenza, sugli stati d'ansia.

Federico Valeri è psicologo, iscritto all'Ordine degli Psicologi del Lazio (n. 22278). Offre colloqui online per adulti e ragazzi su ansia, stress lavorativo e blocchi personali.
Soffri di ansia continua e non sai a chi rivolgerti?
Scrivimi su WhatsApp o via email: ti rispondo io, personalmente.