
Vorrei parlare di un tema relativamente diffuso all'interno della nostra società: la convinzione che lo Psicologo sia una sorta di "medico dei matti".
Siamo di fronte ad un luogo comune che, però, si è molto radicato nel pensiero comune del nostro paese, a discapito di una prevenzione sulla salute mentale che è considerabile di primaria importanza. Già molto prima che diventassi lo Psicologo che sono, mi capitava di sentire con una certa frequenza frasi come: "No, che ci vado a fare dallo Psicologo, mica sono matto" oppure "Quello va dallo Psicologo, deve avere qualche rotella fuori posto".
Sono abbastanza sicuro che molti di coloro che leggeranno questo post potranno ricordare un'esperienza simile.
Il farsi aiutare da un professionista della salute mentale è spesso visto e vissuto come uno stigma, una plausibile minaccia alla propria integrità sociale. Per questa ragione vi è una forte, fortissima resistenza al rivolgersi agli Psicologi in periodi di forte difficoltà personale.
Tale convinzione ha radici profonde ed è spesso diffusa nelle generazioni più avanti con l'età che sono ancora legate ad una visione del proprio "Io" associato con un ruolo sociale strutturato e quasi ineludibile (Casalinga, padre di famiglia, lavoratore, "uomo tutto d'un pezzo").
Questo stigma, o pregiudizio se preferite, ha spesso impedito alle persone di chiedere aiuto quando sarebbe stato necessario, esponendole a una sclerotizzazione di problemi che sarebbero stati più semplici da affrontare, con conseguente sofferenza psicologica.
Ma quindi, lo Psicologo cura i matti?
È vero che è spesso impiegato in ambienti dove sono coinvolte persone con evidenti disturbi mentali di stampo patologico (come negli SPDC, Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura) ma ingabbiare tale classe di professionisti in questa etichetta è riduttivo.
Lo Psicologo è, innanzitutto, un professionista della salute, una persona preparata per affrontare le difficoltà personali del cliente e fornire nuove chiavi di lettura e strategie per riuscire a contenere e/o superare tali problematiche.
In epoca moderna gli Psicologi hanno trovato metodi variegati per proporre le loro competenze, spaziando dall'ambito medico fino a quello mediatico, ma lo stigma è rimasto inevitabilmente aggrappato al primo dei due.
Un confronto che, spesso, viene frainteso è quello dello Psicologo di fronte al Medico classico. Nell'immaginario comune, lo Psicologo è qualcuno che si occupa delle "malattie", proprio come la sua controparte medicale, e quindi è inutile rivolgerglisi se non si ha tale "patologia". Come già spiegato, questo raffronto è parzialmente errato e sicuramente riduttivo.
Tale paragone ci può, però, fornire un piacevole gancio per dare allo Psicologo una dimensione più realistica, infatti spesso si dimentica che il Medico è anche e soprattutto un professionista della prevenzione.
Ed è proprio questa una delle principali attività dello Psicologo Clinico.
Lo Psicologo può e deve agire in termini di prevenzione, impedendo che una semplice ansia possa tramutarsi in un disturbo di ansia generalizzato, prevenendo la trasformazione in paranoie di quelle che potrebbero rimanere semplici preoccupazioni.
"Ce la posso fare da solo".
Ho spesso sentito anche obiezioni di questa tipologia, rispettabili e giuste, ma non è sempre semplice capire il limite oltre il quale è necessario chiedere aiuto.
La determinazione è sicuramente una dote di tutto rispetto, ma il saper capire quando ciò che si ha di fronte è semplicemente troppo è segno di grande saggezza.
Tale saggezza e lungimiranza merita altrettanto rispetto e celebrazione.
La consulenza psicologica è spesso vista come una "trappola spilla soldi", ma spesso si perde di vista la necessità di eliminare una difficoltà prima che si trasformi in problema (cosa che, economicamente, può essere anche di maggiore incidenza). Con un'adeguata prevenzione, si può facilmente raggiungere un obiettivo in tempi relativamente brevi.
Di questo argomento parlerò in un futuro post, in maniera più esaustiva.

Federico Valeri è psicologo, iscritto all'Ordine degli Psicologi del Lazio (n. 22278). Offre colloqui online per adulti e ragazzi su ansia, stress lavorativo e blocchi personali.
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