
Mi piacerebbe iniziare con un argomento di attualità nel mondo della psicologia italiana e mondiale.
Il cambiamento dei mezzi di comunicazione è finito per influenzare la vita di tutti i giorni in maniera marcata ed evidente, tutti possiamo renderci conto di come le tele-comunicazioni siano entrate nella nostra vita. Questi mezzi permettono di connettere persone vicine e lontane con estrema facilità, abbattendo qualsiasi tipo di barriera architettonica e di distanza.
Siamo arrivati al punto che, quando non sappiamo qualcosa, finiamo tutti per rivolgerci a Google e Wikipedia, è un'operazione quasi automatica e naturale.
Questa continua evoluzione della rete influenza davvero il mondo dell'intervento psicologico?
Il quesito non è di semplice risposta, tanto che il CNOP (Consiglio Nazionale Ordine degli Psicologi) ha istituito, nel Settembre del 2014, la Commissione atti tipici, osservatorio e tutela della professione il cui obiettivo è proprio quello di monitorare lo stato dell'arte della professione psicologica e definirne i cosiddetti atti tipici.
Tale commissione, nel 2017, ha pubblicato un documento di vitale importanza a riguardo: Digitalizzazione della professione e dell'intervento psicologico mediato dal web.
In questo documento vengono definiti i limiti e le potenzialità dell'intervento psicologico tramite i moderni mezzi di comunicazione, aprendo di fatto un mondo di possibilità per raggiungere coloro che avrebbero bisogno di un sostegno ma non possono usufruirne per motivazioni di vario genere come le barriere architettoniche, caratteristiche psicologiche specifiche ed altre componenti che impediscono all'utente di incontrare fisicamente il professionista psicologico di cui abbia bisogno.
Altro fattore di non poca importanza è l'immediatezza con cui è possibile intervenire, anche a grandi distanze, con il professionista adeguato ad ogni tipo di necessità. Lo Psicologo non sarebbe più qualcuno da raggiungere tramite il passaparola, ma diventerebbe quindi un professionista di cui si potrebbero trovare tutte le informazioni online, confrontandole con le proprie specifiche preferenze e sarebbe possibile raggiungerlo in modo quasi immediato, ovunque egli sia.
Non è tutto oro quel che luccica, ovviamente. Ogni strumento è potenzialmente utile o pericoloso a seconda del come lo si usa, e questo tipo di intervento non fa alcuna differenza.
Questo metodo di selezione espone infatti l'utente e lo psicologo stesso ad alcuni rischi, legati principalmente alla trasparenza delle informazioni, ai limiti e alle capacità d'utilizzo dei software coinvolti e alla mancanza di una regolamentazione sull'utilizzo di tali tecnologie. Il mondo della rete è, inoltre, regolato da logiche di tipo commerciale, che rischierebbero una mercificazione del servizio, a discapito della sua funzione prettamente sanitaria.
Ciononostante, l'opportunità di esplorare questa nuova dimensione va colta, anche solo per sperimentare nuovi metodi di intervento.
Per questa ragione ho deciso di farmi pioniere in questo ambito e di sperimentare questa nuova, innovativa, forma di comunicazione e di intervento che mi ha già dato un certo numero di soddisfazioni.

Federico Valeri è psicologo, iscritto all'Ordine degli Psicologi del Lazio (n. 22278). Offre colloqui online per adulti e ragazzi su ansia, stress lavorativo e blocchi personali.
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